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15 marzo 2008

Aldo Moro


Roma, 16 Marzo 1978. Via Fani. Trent'anni, un periodo oscuro e ancora tanti misteri. Stiamo ancora scavando in quei 55 giorni, forse per scavare dentro a noi stessi.

Sedute spiritiche, via Gradoli, falsi comunicati, il lago della Duchessa, ricostruzioni contradditorie del rapimento, incredibili errori e depistaggi.

La sensazione che dovesse finire così. Forse non tutti fecero tutto il possibile. Ferite difficili da rimarginare per una Rebubblica sana e matura. Scoprire a chi faceva comodo una soluzione del genere, a pochi giorni dall'appoggio comunista al governo Italico, risulta oggi esercizio interessante ma inutile.

Le BR agirono completamente da sole? Stati Uniti, servizi segreti, il vaticano, L'Unione Sovietica hanno avuto un ruolo? Tutto può essere ma forse è la semplicità da ricercare come risposta giusta. Rimane la ferita.


Alla prossiima

26 febbraio 2007

Band of brothers





From this day to the ending of the world,
But we in it shall be remember'd;
We few, we happy few,
we band of brothers;
For he to-day that sheds his blood with me
Shall be my brother
(William Shakespeare)


Richard "Dick" Winters, Carwood Lipton, Lewis Nixon, Ronald Speirs,William "Wild Bill" Guarnere, Donald Malarkey, Lynn "Buck" Compton, Frank Perconte .

Forse questi nomi non vi diranno nulla, a meno che non siate appassionati delle vicende che sconvolsero il mondo più di sessant’anni or sono oppure abbiate guardato, magari due volte come il sottoscritto, la serie “Band of Brothers” tratta dall’omonimo saggio scritto dallo storico Stephen Ambrose.

Questi sono alcuni dei ragazzi della Easy company, 101st Airborne, che dal D-Day al Nido dell’Aquila di Berchtesgaden contribuirono con il loro tributo di sangue alla liberazione dell’Europa. Quello che vissero dalla Normandia all’Olanda, dalla disfatta dell’operazione Market Garden all’incredibile impresa di Bastogne con un eroica resistenza, fino alle Alpi Bavaresi, cementò la loro amicizia, il loro legame. Amicizia e legame che li fece diventare appunto una banda di fratelli.

La serie Tv narrando fatti realmente accaduti, con inserti dei veri protagonisti alcuni dei quali ancora in vita, si giova di una sceneggiatura drammatica, realistica e molto efficace.
Avendo un budget elevato è girata con stile cinematografico, ma la cosa che più mi è piaciuta e me la fa considerare una delle migliori serie che abbia mai visto è intrinseco nella durata stessa del film. Le dieci ore di durata permettono di gustarsi non solo la storia e l’azione, ma anche quei tempi morti, quelle attese, quei silenzi, quella solitudine, che era parte stessa della vita dei soldati, uomini con una vita normale lasciata alle spalle, e che molti di loro non ritrovarono più.

Alla prossima